COMUNICATO STAMPA
RIFORMA SERVIZI ALLA PERSONA: PD, BATTAGLIA IN AULA
PER UN SISTEMA DI WELFARE GIUSTO CHE GARANTISCA CERTEZZA DI DIRITTO ALL’ASSISTENZA A TUTTI I CITTADINI
Sarà un’opposizione serrata quella del Partito democratico sul progetto di legge sul governo delle reti dei servizi alla persona in Lombardia, che fa seguito ad una lunga battaglia in Commissione.
Una legge importante, che ha il compito di ridisegnare il sistema di welfare della regione, la cui discussione, che si protrarrà per alcuni giorni, è entrata oggi nel vivo in Consiglio regionale. “In aula lavoreremo per modificare questa legge che non condividiamo, per far passare, attraverso la presentazione di emendamenti importanti, le nostre proposte, ossia la certezza di diritto all’assistenza, lo sportello unitario di accesso ai servizi sanitari e sociali, il fondo regionale per la non autosufficienza correlato di adeguate risorse, il fondo per i piccoli comuni altrimenti non in grado di garantire assistenza, l’ISEE (ossia il riccometro) per quei servizi su cui è prevista la compartecipazione alla spesa” spiega Ardemia Oriani del Pd – Tutti i cittadini lombardi (anziani, disabili, malati di mente, ecc..) devono sapere quali servizi sono erogati gratuitamente e quali prevedono compartecipazione della spesa, non possono essere lasciati soli con i loro bisogni. La legge deve dare risposte certe e non generiche”.
Il governo della rete, nella legge voluta dalla maggioranza, è affidato principalmente alla regione, alle asl e ai comuni, mentre le formazioni sociali restano escluse dalla programmazione, almeno sino alla fase dell’erogazione dei servizi. “Il principio di sussidiarietà deve coinvolgere tutti i soggetti; coprogettazione significa riconoscere il ruolo delle imprese sociali e di tutti coloro che hanno un ruolo nella risposta alla complessa domanda che giunge dal territorio – sottolinea Maria Grazia Fabrizio del Pd – Qui si mortifica una pluralità di soggetti e non si definiscono i livelli di responsabilità della rete.
Se la rete non è organizzata si darà vita solo ad un modello poco partecipato che non protegge davvero gli individui, né le famiglie, né tanto meno tutte quelle fragilità sociali temporanee e permanenti che hanno diritto a risposte concrete. Inoltre trovo assolutamente fuori luogo affrontare in questa sede dibattiti etici (come le unioni di fatto, la legge 194, l’educazione sessuale, ecc…) che nulla hanno a che fare con il modello di stato sociale della nostra regione. Chi lo fa, fa un pessimo servizio alle attese dei cittadini e degli operatori che di altre soluzioni hanno bisogno”.
Per Ardemia Oriani “Sulla 194 il Pd non accetta strumentalizzazioni. La legge va applicata tutta, punto e basta”.
Milano, 26 febbraio 2008
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