COMUNICATO STAMPA
LA COMMISSIONE SANITA’ ESPRIME IL PARERE SULL’AGENZIA REGIONALE DELL’EMERGENZA-URGENZA (AREU)
Pd: “Chiesto un monitoraggio annuale del Consiglio regionale per poter migliorare un servizio da cui dipendono la vita e la salute dei cittadini lombardi”
E’ un’astensione critica quella del Pd in merito al parere espresso oggi in Commissione Sanità sulla legge che istituisce l’azienda regionale dell’emergenza urgenza. Nelle linee guida da consegnare alla Giunta sono state evidenziate diverse importanti criticità dai consiglieri del Pd, che, con il voto di astensione, si riservano di ottenere dalla Giunta alcuni aggiustamenti attraverso i passi legislativi futuri che Regione Lombardia dovrà compiere per regolamentare un processo, come quello della riorganizzazione del sistema socio-sanitario regionale, di cui la nuova azienda rappresenta il cuore.
Tra le principali richieste del Pd: la possibilità di poter vigilare sull’attività svolta annualmente dall’azienda dell’emergenza urgenza, la necessità di un serrato confronto tra la Giunta e le organizzazioni sindacali in merito alla questione del personale, il coinvolgimento dei soggetti del territorio nell’analisi del fabbisogno, l’avvio di una legislazione ad hoc per il governo delle croci e l’accreditamento dei soggetti erogatori in modo che sia possibile eseguire una valutazione idonea dell’intera filiera dell’emergenza e che vi sia una certa omogeneità nella definizione degli standard.
“Inoltre resta da definire la questione delle risorse – ricorda Ardemia Oriani – di cui nulla sappiamo a parte lo stanziamento iniziale (155 milioni di euro) e sui cui rimane forte la richiesta di un monitoraggio permanente. Per quanto riguarda le risorse umane devono essere meglio chiarite le modalità di utilizzo del personale delle aziende ospedaliere e delle asl da parte dell’AREU evitando di sguarnire di competenze i pronto soccorsi”.
Per Maria Grazia Fabrizio “La faccenda non può essere considerata licenziata in maniera permanente dal parere di questa Commissione, finché non si saprà come questa nuovo soggetto dell’articolato e complesso sistema sociosanitario saprà governare il processo. Si valuta comunque positivamente che all’interno di questo provvedimento non si faccia più riferimento a quella fondazione con l’ingresso di privati che ci aveva visto assolutamente contrari”.
Milano, 31 marzo 2008
