Comunicato stampa
Malasanità: Le nuove regole della sanità lombarda sono del tutto insufficienti
E’ un voto contrario quello del Pd alla risoluzione della Commissione Sanità che esprime un giudizio positivo sulla delibera di Giunta per prevenire casi di malasanità dando un giro di vite alle regole, dopo lo scandalo Santa Rita.
Il provvedimento con il quale la Giunta regionale è stata costretta a modificare le norme di accreditamento e di controllo, cambierà poco rispetto a quanto già oggi avviene. La pubblicazione dei dati relativi ai controlli, le sanzioni amministrative, la compilazione della cartella clinica, la modalità di assolvimento di alcuni requisiti autorizzativi e di accreditamento sono, infatti, già normati da precedenti atti regionali. Per quanto riguarda invece le due questioni principali che la Giunta doveva necessariamente affrontare: i rapporti contrattuali dei medici e il sistema di controllo, le nuove norme per il Pd sono del tutto insufficienti. “Per ciò che concerne i rapporti contrattuali dei medici non basta, a nostro avviso, limitarsi a far riferimento al codice deontologico per garantire appropriatezza delle prestazioni ed evitare conflitti di interesse. La Giunta doveva avere più coraggio e definire modalità di remunerazione che evitino il così detto “lavoro a cottimo”. dicono ora le consigliere del Pd Ardemia Oriani e Maria Grazia Fabrizio.
Poche le novità anche sul sistema dei controlli secondo Fabrizio e Oriani. “Di fatto la Giunta Regionale è tenuta ad applicare quanto previsto dall’ultima Finanziaria nazionale, che alza il numero delle cartelle cliniche da controllare, ma non fa alcuna modifica innovativa. Come Pd sul tema dei controlli chiediamo da tempo la definizione di un sistema capace di garantire la massima trasparenza rispetto alle prestazioni erogate e alla loro appropriatezza delineando le responsabilità interne ed esterne alle strutture sanitarie. Per questo avevamo riproposto in Commissione di seguire la strada della responsabilizzazione del paziente, che deve essere reso consapevole di ciò che gli è stato fatto. Deve cioè avere non solo il referto clinico, ma l’elenco di tutte le prestazioni ricevute ed i loro costi. Ciò consentirebbe una maggiore trasparenza, contribuirebbe a ridurre sensibilmente le possibili truffe, garantirebbe indubbiamente una maggiore appropriatezza”.
Milano, 12 febbraio 2009

