Comunicato stampa
Università e sanità regionale: maggiore sinergia, regole più omogenee e controllo costante
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, giovedì 30 luglio 2009, la legge che disciplina i rapporti tra la Regione e le università con facoltà di medicina per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca. Un provvedimento ...
ORIANI (PD): “MAGGIORE SINERGIA, REGOLE PIU’ OMOGENEE E CONTROLLO COSTANTE DELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE”
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato oggi, giovedì 30 luglio 2009, la legge che disciplina i rapporti tra la Regione e le università con facoltà di medicina per lo svolgimento di attività assistenziali, formative e di ricerca. Un provvedimento migliorato dalla iniziativa politica e da emendamenti del Pd che sono stati accolti e che hanno portato il Partito democratico a votare a favore.
“Sulla base del Titolo V della Costituzione, i rapporti tra sistema sanitario e universitario vengono demandati dallo Stato alla Regione – ha spiegato Ardemia Oriani, consigliera regionale del Pd – e quindi la legge li ridefinisce non solo dal punto di vista burocratico, ma anche favorendo la costruzione di sinergie tra assistenza, formazione e ricerca. Oggi abbiamo, infatti, problemi aperti in diverse realtà. Primo fra tutti, ci si trova spesso di fronte a compartimenti stagni. Università e aziende ospedaliere non dialogano, non comunicano. La legge deve avere come obiettivo quello di superare queste difficoltà e ipotizzare un percorso di carattere virtuoso”.
“E’ necessaria una omogeneità di regole che deve coinvolgere tutte le università, tutte le aziende ospedaliere anche private che prevedano la presenza dell’università. Diventa perciò importante la definizione di un protocollo di carattere regionale da cui devono discendere le convenzioni tra singole università e aziende ospedaliere”.
Ma il punto nodale per Oriani è “quale dovrà essere il rapporto tra attività assistenziale, di didattica e di ricerca”. In questo ambito è importante che sia definito in modo chiaro l’orario minimo di assistenza che i professori e i ricercatori universitari devono garantire, così come gli aspetti legati alla remunerazione, ferma restando l’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Infine, un auspicio: “E’ utile che il Consiglio regionale abbia la possibilità di verificare se la legge ha funzionato, se ha sortito problemi, come sarà la composizione della rete di assistenza, di formazione e di ricerca, come ha funzionato il protocollo generale regionale. La complessità di questo provvedimento non deve essere sottovalutata perché se vogliamo una sanità di eccellenza, questa deve vedere un ruolo e una sinergia forte tra l’assistenza, la formazione e la ricerca”, ha concluso Oriani.
Milano, 30 luglio 2009
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