Comunicato stampa

 

Caccia in deroga: la posizione del gruppo regionale del PD della Lombardia

 

 

 

Il gruppo regionale del PD in occasione della discussione del provvedimento legislativo che ripropone in Lombardia il tema della caccia in deroga a quanto previsto dalla normativa europea 79/409/CEE, concernente la tutela degli uccelli selvatici, vuole ribadire alcuni punti fondamentali della propria posizione sulla caccia:
il PD non è contrario all’attività venatoria, ritiene anzi che la stessa, esercitata nell’ambito della normativa comunitaria, possa dare un contributo positivo alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente, alla lotta contro la cementificazione di aree verdi e l’abuso di inquinanti nocivi a tutti gli esseri viventi;
il PD ritiene che anche la caccia in deroga sia legittima purché avvenga nel pieno rispetto delle regole che prevedono la possibilità di cacciare un certo numero di volatili di specie protette quando:
a) queste specie arrechino danni, accertati dalle Province, all’agricoltura;
b) l’Istituto nazionale per la Fauna Selvatica attesti che i prelievi in quantità predefinita e limitata non mettono a rischio la sopravvivenza della specie.
La caccia ha solo da perdere se insegue la pretesa di chi vuole esercitarla anche forzando le regole comunitarie perché rischia di essere vista come una sopraffazione e di alimentare di conseguenza in clima a favore della sua abolizione.
La caccia in deroga se diventa oggetto di provvedimenti legislativi annualmente ripetuti rischia di assumere il connotato di regime ordinario anche a causa della mancanza di un riferimento preciso concordato tra governo italiano ed U.E. in materia di popolazione faunistica interessata.
Questo fatto espone peraltro l’istituzione regionale a sanzioni comunitarie come lo stesso Formigoni ha dovuto spiegare alla sua Giunta il 22/12/2008 con apposita comunicazione.
La maggioranza anziché continuare a procedere con strumentali iniziative legislative che hanno solo scopi elettorali deve convincere il governo ad assumersi la propria responsabilità in sede comunitaria per togliere il settore e gli appassionati dall’attuale clima di incertezza che grava sull’apertura di ogni stagione venatoria.

 

 

 

 

 

 

 

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