COMUNICATO STAMPA


Sepoltura feti:

 

Oriani (Ds-Ulivo) No alla circolare di Comune e Asl di Milano che reintroduce il modulo.

Interpellanza dei Ds in Consiglio regionale.

 

La Regione deve intervenire per bloccare gli effetti della circolare del Comune e dell’Asl di Milano che reintroduce per la sepoltura dei feti il famigerato modulo, in contrasto con le indicazioni dell’assessorato regionale alla sanità che prevedono espressamente che l’informativa alle donne sia effettuata mediante un avviso in bacheca.
Lo chiedono i Ds con una interpellanza presentata oggi da Ardemia Oriani e sottoscritta, oltre che dai colleghi Benigni, Valmaggi, Porcari e Concordati, anche da altri gruppi dell’Unione.

Il nuovo modulo, diverso da quello utilizzato fino a poco tempo fa al San Paolo, al Niguarda e alla Macedonio Melloni, prevede non solo la manifestazione di volontà, positiva o negativa, relativamente alla sepoltura, ma anche l’indicazione dei propri dati anagrafici con tanto di numero del documento di identità.
La circolare dispone inoltre che questi dati vengano comunque conservati, e “nel caso di non volontà a procedere – recita la circolare – la dichiarazione sottoscritta dalla madre non va inoltrata alla Asl ma deve essere conservata e archiviata a cura dell’Azienda Ospedaliera”.

È un evidente violazione della Privacy, del tutto ingiustificata – accusa Oriani -. A cosa serve agli ospedali trattenere quei dati? La Regione deve vigilare su queste evidenti forzature, che contrastano con il rispetto sostanziale della 194.
La comunicazione della possibilità di procedere alla sepoltura del feto deve essere discreta e non invasiva della dignità della donna, e solo la donna che decide di procedere alla sepoltura del prodotto del concepimento deve firmare un apposito modulo.

Chiediamo che da parte dell’assessorato alla sanità venga inviata una comunicazione scritta a tutte le Asl e le strutture ospedaliere lombarde per ribadire queste indicazioni, e che si mantenga l’attenzione sull’applicazione corretta del regolamento in questione”.

 

Milano, 14 giugno 2007

 

 

 

 

 

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