IL PIANO COMMERCIALE REGIONALE NON SERVE ALLO SVILUPPO E NON PENSA AI CONSUMATORI
E' negativo il giudizio dell'Ulivo sul nuovo piano triennale del commercio, approvato oggi dal Consiglio regionale Secondo i Consiglieri Ardemia Oriani e Luca Gaffuri, infatti, il piano non pensa a uno sviluppo positivo di un settore cruciale per la regione e per la città di Milano.
"E' un piano di carta - dichiara Ardemia Oriani -, che dichiara di voler porre un freno all'espansione delle grandi strutture di vendita e invece non pone alcun vincolo né alcun controllo sui 784mila metri quadrati già autorizzati in precedenza, quando il piano in vigore ne prevedeva solo 400mila. Di questi, 300mila sono autorizzati e in attesa di realizzazione. Il piano indica tra gli obiettivi la tutela dei piccoli negozi e delle reti di vicinato, ma è evidente che si tratta di enunciazioni senza seguito.
"Le parole che possono connotare il piano sono l'impotenza della Regione a governare la situazione e il fatalismo rispetto al mercato che può decidere tutto - spiega Luca Gaffuri -. Il principio che sia il consumatore a decidere tutto non ci piace; al centro andrebbe messa la famiglia, mentre questo piano, da una parte afferma dei principi e dall'altro li nega: qui non si sostiene né la famiglia dei consumatori né quella dei lavoratori dei centri commerciali. Inoltre questa legge non impedisce l'avanzare della desertificazione dei centri piccoli e medi delle nostre valli e montagne, dove stanno via via scomparendo le attività commerciali. I centri commerciali non devono diventare le nuove agorà. Qui si incentiva il credito al consumo spingendo la gente ad indebitarsi".
"E poco possono fare le Province - conclude Oriani -, i cui piani del commercio sono resi di fatto inutili, perché facoltativi e soprattutto non vincolanti: significa che le decisioni vengono prese altrove, che le province vengono esautorate e che la programmazione, realmente necessaria, verrà fatta dalla Giunta regionale sostanzialmente in autonomia, attraverso una contrattazione diretta con le parti interessate".
